venerdì 9 maggio 2014

"Amore e sesso nell'antica Roma" di Alberto Angela

Omnia vincit Amor

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L'ultimo sguardo di Venere e' l'ultimo capitolo del libro, quello che piu' mi ha appassionata, l'incontro tra due amanti nel buio di un giardino, il cercarsi, il toccarsi, l'unione...la sacralita' di quell'attimo: "Il rumore dello strappo della tunica riecheggia nel colonnato; improvviso come un lampo, profondo come un tuono.” Imparo sempre moltissimo quando finisco di leggere un libro di Alberto Angela, lo stesso guardando Ulisse il piacere della scoperta...se poi si parla di Impero Romano o civilta' antiche, rimango folgorata...
Si, perche' noi siamo la loro discendenza, per capire chi siamo dobbiamo indagare sulla nostra storia, solo conoscendola possiamo in parte comprendere i nostri usi, costumi, tutto cio' che ci circonda.
Alberto Angela alla fine ringrazia il lettore: "porterai dentro la conoscenza che hai acquisito e che spero rivelerai ad altri, come ho fatto io con queste pagine." Non solo ho acquisito conoscenze, ma l'ho fatto con piacere, con ammirazione e ti ringrazio Alberto, mille grazie per il modo in cui riesci a divulgare storia, scienza, documenti con tanta passione e semplicita'...Nel mio piccolo spero di aver contribuito con la mia recensione, non voglio svelarvi il contenuto dell'intero libro, ogni capitolo ha una sua storia, cammini per le strade ed incontri personaggi di vario ceto e di varia natura sessuale, li segui, ti addentri nei vicoli, nelle terme, nei lupanari, qua’ e la’ senti parlare latino, hai la sensazione di sbirciare, di invadere la privacy di persone che ti sembrano talmente vere e vive descritte nella loro quotidianita’.

"Un romano avrebbe scosso la testa vedendo con quale senso di colpa viviamo il sesso e quanto venga moralmente criticato e associato al peccato,frenando e distorcendo comportamenti del tutto naturali.
L'amore era considerato un dono degli dei, quindi bisognava goderne in tutte le sue forme, come quando si scarta un regalo, o si mangia una torta di compleanno.
Una vita assai piu' breve della nostra, le difficolta' quotidiane, la morte sempre in agguato e l'assenza di un'aldila' gratificante e ripagante facevano si che i romani concentrassero nel quotidiano tutti i piaceri della vita.
Dal buon cibo, al buon vino, all'amicizia, al gioco, alla risata a teatro, al sesso e all'amore...
"Venari, lavari, ludere, ridere, hoc est vivere!" Questa frase e' stata scolpita su una lastra di pietra di una citta' romana nel deserto algerino (Timgad) ed e' la muta testimone di un tempo, di un modo di pensare e di genti che non ci sono piu'.
Ricorda davvero un urlo di vita congelato nella pietra per l'eternita', e ora avvolto dal silenzio del deserto e dei secoli.
Mentre il mondo tutt'attorno era nel buio dell'analfabetismo e di culture ancora molto arretrate, i romani hanno saputo creare un mondo che era molto simile se non, per certi aspetti, quasi identico al nostro per quanto riguarda la globalizzazione del commercio, la rete di trasporti, la tolleranza razziale, le leggi, la pluralita' religiosa, l'alfabetizzazione capillare.
Ma anche, e soprattutto, il modo di pensare. E di amare. Perche' l'amore era vissuto con grande naturalezza e grande passione.”

"Una giornata nell'antica Roma" di Alberto Angela


E' un giorno qualsiasi, di 1892 anni fa... Manca poco all'aurora...



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Sento odore di fumo, vedo monumenti imponenti, popoli etnici che turbinano tra le strade, odori pungenti, confusione, urla, poi calma e ristoro...Una mano forte prende la mia e mi accompagna per le viuzze di Roma, abbiamo tuniche addosso, e andiamo avanti dall'alba fino alle ultime ore della notte...La curiosita' ci spinge sempre oltre, sbirciamo dietro le tende, rimaniamo immobili e inermi dentro l'immensita' di templi e terme, proviamo tristezza e impotenza davanti agli schiavi, alle torture, ai combattimenti dei gladiatori....
Emozione e' la parola che senti e ti pervade per tutta la durata di questo viaggio a ritroso nel tempo, traspare la passione di Alberto Angela che ti trasmette raccontando la vita nell'Impero Romano e l'importanza di soffermarsi sui particolari, spesso e' qui che si nasconde la Grande Storia: l'usura degli scalini, i solchi lasciati dai carri per la strada, uno specchio rotto, dei graffi sulla soglia in marmo lasciati da una porta ormai scomparsa.
Siamo il frutto delle loro usanze, siamo circondati da resti dei loro edifici, molte strade che percorriamo le hanno costruite loro, la nostra lingua deriva dal latino, il sistema giuridico e il loro ricordo restera' per sempre...

"È difficile descrivere la sensazione che si prova di fronte alla sagoma
imponente del Colosseo. Oggi, in epoca moderna, i turisti e gli abitanti
di Roma sono abituati alla sua forma "spezzata". Ma in realtà si tratta di
una rovina, di un relitto, una versione "ridotta" di quello che era una
volta: fuori manca quasi la metà del suo anello più esterno e all'interno
sono rimasti solo dei costoloni in mattoni. Non si coglie più l'impatto
delle sue gradinate di travertino bianchissimo, l'arena, le statue tra le
arcate, il loggione dell'ultima fila, lassù in alto. Per non parlare ovviamente
dell'atmosfera creata dalle bandiere, dai colori della folla, dalle
urla degli spettatori... Oggi si ammira solo lo scheletro di questo enorme
anfiteatro. Eppure ogni anno quasi quattro milioni di turisti vogliono
vederlo ed entrare al suo interno, ignorando magari altri siti e musei:
il fascino crudele di questo luogo è rimasto intatto."

"La cruna dell'ago" di Ken Follett

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"E' per posti come questo che è stata inventata la parola "desolato". L'isola è un ammasso di roccia a forma di "J" che s'innalza cupa nel mare del Nord....Lungo la maggior parte della costa le scogliere spuntano dal freddo mare senza la gentilezza di una spiaggia. Irritate da questa asprezza le onde si abbattono sulla roccia con furia imponente; diecimila anni di ingiurie del tempo che l'isola ignora impunemente.
...Il più frequente visitatore dell'isola è il vento. Viene soprattutto da nord-est, dalle regioni popolate di fiordi,
ghiacciai e iceberg; portando spesso con sé doni sgraditi di neve; raffiche di pioggia e una gelida nebbia; qualche volta invece arriva a mani vuote, solo per ululare e urlare e scatenare un inferno, sradicando i cespugli, piegando gli alberi e agitando l'intemperante oceano in un parossismo di schiuma rabbiosa.
...L'isola è un posto duro. Ci resistono solo cose dure: rocce dure, erbaccia, pecore ossute, uccelli selvatici, case solide e uomini forti. Cose dure e fredde, e crudeli, aspre e aguzze, accidentate, lente e decise; fredde, dure e spietate come l'isola stessa. E' per posti come questo che è stata inventata la
parola "desolato".
«Si chiama Isola della Tempesta» disse Alfred Rose."


 
Questo tipo di scrittura mi emoziona, mi affascina, si radica dentro di me e attecchisce, puoi librarti in volo e raggiungere quei posti...Il titolo originale doveva essere "Storm Island", titolo che secondo me si addiceva di piu'perche' alla fine quest'isola e'il fulcro di tutta la vicenda. Ho tifato per Die Nadel, spia, assassino, cinico, il cattivo, ma in fondo il piu' fragile. Molto bello, appassionante, carico di adrenalina. Viva Ken Follett, continuo a convincermi che sia uno tra i miei scrittori preferiti.

giovedì 8 maggio 2014

"Un luogo chiamato libertá" di Ken Follett

Un uomo trova un antico collare rotto con scritto sopra"Quest'uomo e' proprieta' di sir Geroge Jamisson di Fife AD 1767"...

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...ma quest'uomo, Mack McAsh, e' uno scozzese, dentro le sue vene scorre orgoglio, onore, sete di vendetta e liberta' e non si puo' piegare lo spirito indomabile di un uomo cosi'.
Un libro impetuoso, che parte dalle miniere della Scozia, abbraccia il destino di due caste sociali, minatori e proprietari terrieri, schiavi e padroni... Tocca i primi movimenti di rivolta e sciopero a Londra fino ad arrivare alle colonie americane.
Amore e liberta' s'inseguono, personaggi accattivanti e ricchi di carattere, avventura e passioni...bellissimo



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"Il rumore dei tuoi passi" di Valentina D'Urbano

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Un amore tossico, un odio cosi' forte che ti prende le viscere, un amore cosi pieno di sofferenza, un dolore acuto allo stomaco. Sono lacrime che scorrono da sole, sono gli anni 80 della desolazione, degli emarginati, dell'eroina, della disperazione che ti squarcia in due...


"Il rumore dei tuoi passi , il tuo odore che svanisce sul cuscino, la luce del giorno in cui mi hai lasciato sola."

"L'isola sotto il mare" di Isabel Allende

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Conchiglie, perle, tutto aggrovigliato in una rete tessuta di emozioni, soprusi, lotte e ribellioni per il conseguimento della liberta' e l'uguaglianza..
Senti la potenza dei riti vudú, i tamburi che ti fanno entrare in trance, le umiliazioni, il riscatto di chi ha lottato e ha reso possibile cio' che oggi ci rende ( o che dovrebbe renderci) liberi.
New Orleans e' magica, sembra di toccarle quelle plantation house, sentire la polvere dei campi, lo schiocco della frusta, il sudore, la fatica, l'odore di fritto dei cibi delle africane, i colori, le mode, il palpito della rinascita e i bianchi che crollano. Molto aspro, toccante, forte e avvincente.

"Bad Chili" di Joe R. Lansdale


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"Il cielo era una gigantesca macchia di carbone, con una striscia rossa di sole morente all'orizzonte, brillante e frastagliata, come se fosse scoppiato il cuore di Dio. In giro volavano i pipistrelli, in cerca di insetti. Mi fermai a un fast food e mi feci un hamburger. Pensai a tutto quello che era successo, poi non pensai a nulla. Quando arrivai all'ospedale il cuore di Dio si era dissanguato, e restava soltanto una macchia scura, come del sangue sul mattone."

 
E poi prendi in mano un libro di Lansdale, soprattutto quando ci sono Hap e Leonard e voli in un altro mondo.Vorresti conoscerli, perchè sanno metterti di buon umore sempre, sono scoppiettanti, vulcanici, i loro dialoghi taglienti, ironici. Lo stile di Lansdale è geniale, ti trasporta e scorre via piacevolmente, ti rapisce, ti diverte. Mi fa pensare alle sere estive, quando sei spensierato, ti godi l'aria fresca, anche se qualche zanzara ti da il tormento, ti gusti una grigliata e parli di tutto e niente con i pochi amici, quelli veri.
La semplicità, la quotidianeità è quello che conquista in loro, il linguaggio è spesso rozzo e volgare, ma ci sta.
Cos'altro aggiungere? E' un noir, agro dolce, anzi piccante, come il bad chili suggerito dal titolo...si un peperoncino andato a male. Per fortuna che c'é Lansdale.

"Proibito" di Tabitha Suzuma

La lettura di questo libro ti squarcia, prende il tuo cuore e te lo restituisce spappolato...

 

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Vorrei scrivere fiumi di parole su questo libro, mi ha travolta, sconvolta, svuotata.
La scrittura è scorrevole, incuriosisce, ti prende e vuoi capire... E' difficile parlarne.
Non è amore tra omosessuali, tra ceti sociali diversi, tra vampiri o altre storie d'amore travagliate... è un incesto, qualcosa di cui nessuno parla, un amore impossibile, grande e immenso.
Incesto, termine riconducibile ad orrore, qualcosa di spietato, contronatura, ma non esiste niente di tutto questo nel rapporto tra Lochie e Maya, tutto è puro, forte, naturale.
Due fratelli cresciuti in fretta, un'infanzia cancellata dalle responsabilità, da un padre che li abbandona e una madre alcolizzata, con tre fratellini da crescere, la casa da mandare avanti e la scuola.
Costretti ad amarsi di nascosto, con l'anima devastata dai sensi di colpa, l'angoscia di farsi scoprire dalla gente e poter essere giudicati malati.
Quando non potevo leggere li immaginavo intrappolati tra le pagine, con il loro dolore, la sofferenza e la difficoltà di confrontarsi con una società troppo complicata e spietata.
Ma l'amore, quando è vero, speciale e puro non puo' essere considerato peccato o reato...

"Quell'attimo fugace di gioia assoluta... c'è chi non lo prova nell'arco di tutta una vita. Ma il rovescio della medaglia nell'assaporare la felicità pura è che, come una droga o un angolo di paradiso intravisto di sfuggita, ti lascia addosso una smania ancora piu' acuta. E dopo quell'attimo, niente sarà mai piu' come prima."

"Acqua agli elefanti" di Sara Gruen


Il piu' strabiliante spettacolo del mondo: la vita


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Un treno che arranca con i suoi vagoni carichi di ricordi, storie e nostalgie nella mente di un novantenne o novantatreenne, chi lo sa? Avete mai visto Dumbo della Walt Disney? La parte iniziale mi ha riportato alla mente il cartone animato, un ciuf ciuf stanco, animali e uomini stipati dentro, i portelloni si aprono e la Squadriglia Volante inizia a buttar giu' tutto l'armamentario per costruire il tendone e metter su un altro magico e strabiliante spettacolo con le sue illusioni, gli artisti e i saltimbanchi. Gli anni 30 e la grande depressione, un ragazzo che si trova li per caso spinto da un triste destino, trascinato in quel folle mondo. I circhi mi mettono tristezza, gli animali costretti a ripetere all'infinito i numeri, i saltimbanchi tristementi felici, la gente comune che entra incuriosita sperando che quelle illusioni possano allegerire il peso della vita quotidiana anche per pochi minuti. Un libro meraviglioso, una storia intensa, tenera e malinconica, emozione e sentimenti veri.

"Un giorno" di David Nicholls


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"Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo", di solito il consiglio era questo, ma chi aveva l'energia sufficiente per farlo? E se pioveva o eri di cattivo umore? Molto meglio cercare di essere buoni e coraggiosi e audaci e cambiare le cose in meglio. 
Non proprio cambiare il mondo, ma il pezzettino di mondo intorno a te.
Esci alla scoperta con la tua passione e la tua macchina da scivere e impegnati al massimo per...qualcosa.
Magari cambia la vita degli altri con l'arte. Coltiva le amicizie, non tradire i tuoi principi, vivi intensamente, appassionatamente. Apriti alle novita'. Ama e fatti amare, se ti capita la fortuna." 

 Un giorno...in un qualsiasi giorno puo' accadere qualcosa, un incontro, un'avventura, un'amicizia destinata a durare in eterno, che si evolve, si arricchisce di sfumature e aneddoti da raccontare, di scatti, risate, litigate. Un romanzo molto bello, commovente, divertente e speciale.

"Mucho Mojo" di Joe R. Lansdale



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"La nera nube del fato arrivò con la pioggia, ovviamente. Due giorni dopo, nel primo pomeriggio, ero seduto sulla mia veranda a inalare il vento fresco e il panorama. Un momento prima c'era solo la solita strada, rossa e vuota, che passa davanti a casa di Leonard, e più dietro grandi pini e querce e grovigli di rampicanti, e sopra tutto nubi bianche e morbide come le
basette di Dio, e un momento dopo il vento cambiò bruscamente direzione, soffiò più potente da nord, diventò umido e appiccicoso, e le nuvole cominciarono a roteare e gonfiarsi e ingrigirsi agli orli. Da nord rotolarono giù altre nubi ancora più scure, e riempirono il cielo e scaricarono la loro pioggia e i pini diventarono color porpora per le ombre e la strada dal rosso passò al marrone del sangue coagulato, poi a un colore più scuro. La pioggia cominciò a picchiare duro, e il vento la scaraventò sulla veranda in aghi color acciaio che mi punsero la faccia e mi riempirono le narici dell'odore della terra bagnata."

lunedì 5 maggio 2014

"Un mese in campagna" di James L. Carr

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 Ah la campagna inglese... I love Yorkshire 





"Giorno dopo giorno lo spettacolo si ripeteva, e ogni mattina mi appoggiavo al cancello del cimitero, fumando la prima sigaretta della giornata e meravigliandomi di fronte a quello splendido scenario. Ma non può essere stato così; non sono il tipo che si meraviglia. Oppure allora lo ero? Comunque una cosa è certa: provavo una sensazione di immensa soddisfazione e, quando mi soffermavo a riflettere, pensavo che mi sarebbe piaciuto continuare così per sempre: niente arrivi, niente partenze, l’autunno e l’inverno in perenne attesa dietro l’angolo, la pienezza dell’estate resa eterna, senza nulla che disturbasse il ritmo costante del mio cammino (come forse qualcuno ha già detto prima di me)." 

 http://brittarnhildshouseinthewoods.typepad.com/.a/6a00d8341bf74c53ef017c3742407e970b-500wi

Sono questi i libri che sembrano discreti e silenziosi, iniziano le loro descrizioni lentamente, ma scavano dentro di te, lasciandoti il loro ricordo forte e speciale.
Un piccolo e semplice racconto, ambientato nella camapgna dello Yorkshire negli anni Venti. Un'estate calda, un affresco riportato alla luce, il lento ritmo degli abitanti di Oxgodby.
Questa stagione che ti riempie, ti riscalda, ti rafforza con la sua promessa di speranza.
Certi luoghi, certe esperienze non le dimentichi mai, in quei momenti dai per scontato che sia cosi', non sai apprezzare la felicita' che vivi, ma nell'istante in cui abbandoni quel periodo, quel posto o qualsiasi situazione, ti rendi conto di quello che hai lasciato, quel momento inafferrabile non ritornera' mai piu', solo dopo capirai quanto sia stato importante e speciale per te.
Un mese in campagna mi ha rilassato, avete presente quei giorni caldi di primavera, quando la stagione si risveglia e durante una passeggiata dentro la natura ti fermi a riposare e chiudi gli occhi lasciandoti riempire dai rumori leggeri di api, insetti e dagli odori di erbe e pollini e rimani un po' stordito da quel tepore? Questa storia mi ha riempita di questo calore, di questa bellezza, di felicita'.
Non tutti i libri riescono a trasmetterti queste sensazioni, per fortuna ci sono le eccezioni. Molto piacevole e ben scritto.

"I dannati di Malva" di Licia Troisi


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Appena iniziato questo bellissimo fantasy molto attuale mi ha subito risucchiata in questa citta', ambigua come una moneta, una faccia bellissima e l'altra l'opposto, due popoli in contrasto, uno schiavizzato e l'altro superiore. Malva e la foresta. La citta' sotterranea popolata dai Drow, costretti a lavorare per mettere in moto la citta' superiore.
Il dolore, la fatica, il sudore, la forza dei Drow, considerati alla stregua di animali ma piu' intelligenti e spirituali degli umani.
E gli umani i soliti schiavisti, che odiano la natura, che sopprimono il diverso e credono nella loro superiorita'.
Senza Dio, senza valori, senza natura.
L'unica pecca e' la brevita' del libro, avrei voluto che ci fosse uno sviluppo finale piu' esteso, ma resta comunque bellissimo e lancia un messaggio importante.

"La strada" di Cormac McCarthy

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Un uomo e suo figlio. Un mondo devastato, che non esiste piu'.
C'e' solo la strada, solo cenere, cieli plumbei e notti piu' scure delle notti precedenti...e freddo.
Citta' bruciate, alberi che continuano a schiantarsi al suolo, gli animali sono tutti estinti, ma l'uomo e il bambino proseguono alla ricerca della costa, del mare, della speranza, trascinandosi dietro un carrello pieno dei loro miseri averi.
E' una storia dove tutto e' grigio e buio, l'unica luce, l'unico colore che spicca e' il fuoco, quel fuoco interno che portano i buoni, la speranza.
La vita alla giornata, la felicita' quando si trova una lattina di Coca-Cola e la sorpresa di un bambino che l'assaggia per la prima volta.
Dolcissimo, devastante, triste, immenso.

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"La città era quasi completamente bruciata. Nessun segno di vita. Per le strade automobili incrostate di cenere, ogni cosa coperta da cenere e polvere. Impronte fossili nel fango secco. In un androne un cadavere ridotto a cuoio. Con una smorfia di scherno rivolta al giorno. Si strinse ancora di più al bambino. Ricordati che le cose che ti entrano in testa poi ci restano per sempre, gli disse. Forse dovresti rifletterci.
Però certe cose uno se le dimentica, no? Sì. Ci dimentichiamo le cose che vorremmo ricordare e ricordiamo quelle che vorremmo dimenticare. " 


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"Cime tempestose" di Emily Bronte


"Picchio' la testa contro il tronco nodoso e alzando gli occhi si mise a ululare, non come un uomo, ma come una bestia selvaggia colpita a morte." 


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Non pensavo che un romanzo dell'Ottocento potesse risucchiarmi con tale violenza dentro la brughiera, attraverso quelle due abitazioni dannate: la Tempestosa e Thrushcross Grange e farmi appassionare a questa storia crudele e piena di passioni. E mi chiedevo quale tumulto vivesse Emily Bronte scrivendo di azioni e persone cosi' violente, cattive e infelici. Cathy trasuda follia da ogni poro, da ogni atomo dell'anima, Heathcliff e' violento, duro e spietato ed entrambi sono due anime tormentate e affini.
C'e' rabbia, frustrazione, vendetta e pazzia.

 "Quei due esseri formavano uno spettacolo strano e terribile."





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"Ha mentito fino alla fine! Dov'è ora? Non è là, non in paradiso, non fra i morti, dov'è? Oh dicesti che non ti importava delle mie sofferenze! E io elevo una sola preghiera, la ripeterò fino a che la lingua non si sia seccata – Catherine Earnshaw, possa tu non trovare pace finché io avrò vita; dicesti che io ti avevo uccisa; perseguitami allora! Gli assassinati PERSEGUITANO i loro assassini, credo. So che dei fantasmi hanno vagato sulla terra. Sii sempre con me, assumi qualsiasi forma, fammi impazzire! Solo non lasciarmi in questo abisso dove non riesco a trovarti! Oh Dio! Non ci sono parole per dirlo! NON POSSO vivere senza la mia vita! NON POSSO vivere senza la mia anima!" 


A passion. An obsession. A love that destroyed everyone it touched

"La donna in nero" di Susan Hill

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"Il tempo poteva anche cambiare, il vento placarsi, il sole splendere ed Eel Marsh House essere immobile e silenziosa, nondimeno non sarebbe stata meno spaventosa. Gli spiriti che la infestavano e le violente emozioni che tuttora li possedevano avrebbero continuato a molestare e atterrire chiunque le si fosse avvicinato, di questo ero certo." 


La donna in nero mi ha trasmesso un forte senso di angoscia e malinconia, una storia dove la nebbia e' la protagonista assoluta, che s'insinua ovunque, tramutando il paesaggio e l'animo umano, facendo apparire tutto sotto un'altra dimensione, rendendo le cose offuscate e instabili, come dentro ai sogni e agli incubi.
Una storia ambientata nel mese di novembre, nella campagna inglese, intrisa di mistero, curiosita', dove regna un'atmosfera inquietante, si questa storia e ' terribile. Mi si sono rizzati i capelli, l'ignoto fa quest'effetto, cio' che non riusciamo a vedere ci terrorizza, la paura e' un'emozione potente e le urla lontane, i cigolii e le apparizioni danno i brividi.
Se volete entrare meglio nell'atmosfera (anche se l'autrice e' bravissima a trasportare con la scrittura in quei luoghi), l'ideale e' leggere durante una serata piovosa, con tanta nebbia e qualche candela accanto...pauraaaaa

"Come il mare d'inverno" di Susanna Kearsley


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"...nessun segno ti aspetta qui,a parte il palpito delle maree sulla spiaggia, la scheletrica ombra della rupe e le impronte di zampe di gabbiano sulla sabbia, e alberi spezzati e alghe sparse sotto una pallida luna.Lui non sentira' la tua voce.
Ma io ero li. Il mare, la spiaggia, il castello mi avevano chiamato e io ero arrivata."

Questo libro l'ho gustato lentamente, come un dolce prelibato, accanto allo scoppiettio di un caminetto...
La Scozia, terra da me amatissima, offre uno scenario superbo per lo svolgersi di questa vicenda.
L'autrice ha la capacita' di farti sentire l'aria salmastra e gelida del potente Mare del Nord, l'odore intimo del vecchio cottage, dei libri antichi del dottore e il profumo di Graham.
C'e' il sovrapporsi di due storie, in due epoche diverse, una scrittrice intenta a scrivere un romanzo storico basandosi sul tentativo da parte dei giacobiti di restituire il trono agli Stuart. Questa magica unione di passato e presente e i relativi colpi di scena e coincidenze mi hanno davvero colpita, il tutto reso piu' intenso dalla mia passione verso la splendida e selvaggia Scozia e le gesta degli Highladers.


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"Non c'e' spettacolo piu' malinconico del mare d'inverno, perche' ci dice che siamo davvero alla fine dell'anno, che tutti i giorni sono trascorsi, giorni di gioia e di dolore che non torneranno piu'. Ma le stagioni cambiano. Se non ci fosse l'inverno, non potremmo neppure sperare nella primavera. La primavera arrivera'.E assieme a lei anche lui."

"I centonovantanove gradini" di Michel Faber



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Atmosfere gotiche per un piccolo libro con una grande storia! 


Questo stupenda storia e' resa ancora piu' bella dal fatto che sono stata a Whitby, ho passato un giorno in questa cittadina gotica, persa tra le rovine dell'abbazia, nel grande cimitero, folgorata da questi 199 gradini che percorri a fatica per arrivare in collina, dove ad accoglierti ci sono questi possenti ruderi di un'abbazia che un tempo si ergeva sulla scogliera a picco sul Mare del Nord. Dall'alto si resta senza fiato, puoi vedere i due moli con annessi fari, i tetti rossi delle case, in lontananza l'arco di mandibola di una balena a ricordo dell'importanza rivestita dall'industria baleniera, la statua di James Cook..
Questa citta' e' magica, respiri davvero aria vittoriana, vivi tra atmosfere cupe e ancestrali, ti sembra che da un momento all'altro ti possa imbattere in un vampiro e le stradine sono affascinanti e caratteristiche.
Questo libro e' stato speciale, a un certo punto della storia una forte emozione mi ha invasa e mi ha lasciata stupita facendomi piangere..non so il motivo ma e' una storia commovente, sono nemmeno cento pagine, ma ti lasciano dentro un ricordo dolcissimo e una voglia di tornare per vedere se quella tomba c'e' davvero tra le lapidi del cimitero di Saint Mary. 

"Le braci" di Sándor Márai

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Un buon libro che scorre via proprio come la polvere delle braci quando si soffia. La descrizione ricrea delle atmosfere piene di ricordi che pian piano prendono vita, mi e' sembrato di assistere alla storia guardando attraverso una di quelle sfere di vetro con dentro la neve, dentro tutto e' soffuso, ovattato e magico.
Molto bella la parte del risveglio della foresta, con i suoi odori, gli animali e quel punto inafferabile, quel contatto tra notte e giorno, l'alba carica di una forza inspiegabile...


"Alle domande più importanti si finisce sempre per
rispondere con l'intera esistenza. Non ha importanza
quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con
quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto,
è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi
che il mondo ci rivolge con tanta insistenza.
Essi sono: Chi sei?... Cosa volevi veramente?... Cosa sapevi
veramente?... A chi e a che cosa sei stato fedele o
infedele?... Nei confronti di chi o di che cosa ti sei mostrato
coraggioso o vile?... Sono queste le domande capitali.
E ciascuno risponde come può, in modo sincero
o mentendo; ma questo non ha molta importanza. Ciò
che importa è che alla fine ciascuno risponde con tutta
la propria vita."

I segreti di Brokeback Mountain di Annie Proulx

Rude, crudo, impetuoso e meraviglioso

 http://www.classicvoice.com/rivista/wp-content/uploads/2013/12/brokeback_mountain.jpg

 


Libro fantastico, diretto ed impetuoso. E' come un uragano che ti travolge velocemente, passa e ti lascia devastato dentro. La potenza del vero amore che ha la capacita' di svuotarti l'anima.

http://images2.fanpop.com/images/photos/4400000/Brokeback-Mountain-brokeback-mountain-4481612-1020-576.jpg
 
"La sua vecchia camicia scozzese persa tanto tempo prima, aveva creduto, in qualche lurida lavanderia, la sua camicia sporca, con il taschino strappato, i bottoni saltati, rubata da Jack e nascosta là, dentro quella di Jack. Eccole là, come due pelli, una nell'altra, due in una. Affondò il volto nella stoffa aspirando lentamente con bocca e naso, sperando di trovarvi un debole residuo dell'odore di tabacco e artemisia, del sudore dolcigno e salato di Jack, ma non conservava un vero odore, solo il ricordo, il potere immaginato di Brokeback Mountain di cui restava solo ciò che reggeva tra le mani." 

Non serve fare altri commenti, bisogna solo leggerlo ed abbandonarsi a questo fiume in piena...

I signori delle tenebre



Bellissimo Librogame fantasy degli anni 80

 

http://i.ebayimg.com/t/Librogame-Lupo-Solitario-I-Signori-delle-Tenebre-Numero-1-Dever-Chalk-/00/s/MTUwMFg5MzM=/z/0QMAAMXQUmFShN0M/$_35.JPG



Lo ricordo con tanto affetto, da bambina ci giocavo sempre durante l'estate.
Sceglievi le armi, i poteri magici, ti vestivi di un'armatura invisibile con la tua fantasia e l'avventura aveva inizio...
Il tuo nome era Lupo Solitario e la tua missione era contrastare le forze del male...Alla fine di ogni pagina c'erano due opzioni e in base a quella scelta le sorti del tuo destino cambiavano. Tra combattimenti, paura, misteri e coraggio andava avanti la tua storia, spesso la morte bloccava il tuo cammino, ma da buon "lupetto" ricominciavi un'altra avventura...
Molto bello, mi piacevano anche le illustrazioni fantasy. 
So quello che pensate, ma che ci racconti? Ormai ci sono i videogames, migliaia di giochini virtuali mangiacervello sui social, si ma una volta era diverso, la magia, la gioia e la soddisfazione che ti davano questi libri era impagabile. Ci divertivamo con poco ed eravamo bimbi piú felici.
Felice di possedere due esemplari di questi gioielli.


"Sul tuo cammino vegliano la saggezza e la forza dei cavalieri Ramas. Buona fortuna" 

 http://img689.imageshack.us/img689/9839/5fmn.jpg


"Chocolat" di Joanne Harris

http://www.lemurate.it/wp-content/uploads/2013/05/chocolatfilm.jpg
"Buono...Ma non é il mio preferito"



Un lungo viaggio in treno, un libro amaro come cioccolato fondente, dolce come una pralina che ti si scioglie in bocca, Chocolat l'ho letto dopo aver visto il film. Entrambi, film e libro, trascinano con le loro zaffate di cioccolata, con le storie amare, dolci, la tortuosita' della vita paragonata ad esso. 
Ho trovato il libro decisamente piú amaro, mi ha lasciato un retrogusto di amarezza, ma all'interno della storia ho trovato perle come questa:

  "Buddha. Il viaggio di Frodo a Mordor. La transustanziazione del sacramento. Dorothy e Toto. Il Coniglio di Pasqua. Gli alieni dallo spazio. La Resurrezione e la Vita quando si gira una carta... Ho creduto a tutto, prima o poi. O fingevo. Oppure fingevo di no. E ora? In che cosa credo in questo preciso momento? Credo che essere felici sia l'unica cosa importante!
Felicita'. Semplice come un bicchiere di cioccolata o tortuosa come il cuore. Amara. Dolce. Viva."

 http://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/02214/chocolat_2214847b.jpg






"La Straniera" di Diana Gabaldon

https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrtcoEIZXRFqEB46yTf8oAK_1gT7rMb9nwfS5saeHoLRiv4b_0n6PcidUBoUyKcP-6H9rzQNvRNNl_5AQYSxbeUJ9lv2mT3Ti_wErQhiiovcPJwjD6xCw_ybPKNPmtXGnJ11tDlrOL2ZhZ/s1600/straniera+tea.jpg
Un tuffo nella magica Scozia
 Ho letto questo libro nel 2010, trovato grazie al sito aNobii, tramite le recesioni di altri utenti.
E' il libro che cercavo da una vita, io sono appassionata del mondo scozzese fin da quando ero piccola. L'ho trovato sensazionale anche perche' a Settembre 2009 ho visitato la Scozia, proprio le Highlands, il Loch Ness, Edimburgo e le descrizioni combaciano alla perfezione. I personaggi ti fanno amare, sospirare, soffrire con loro, ti senti immersa tra le pagine di questa bellissima storia a tratti meravigliosa a tratti crudele fino a farti venire i brividi per le crudelta' che accadono. La storia d'amore tra Claire, una donna del ventesimo secolo che tramite un passaggio temporale piomba nella Scozia del settecento, e Jamie, un testardo, forte, passionale, devoto, uomo d'onore della Scozia, con tanto di kilt e capelli rossi, lascia con il fiato sospeso.
 Come si puo' amare cosi' tanto una terra dove non sei nato? Se amate le leggende e le tradizioni scozzesi, i clan, gli intrighi, le passioni, questo e' il libro che fa al caso vostro. Molto belle le descrizioni storiche, le battaglie, la differenza di mentalitá tra le due epoche, lo spirito di adattamento di Claire e il carattere di Jamie Fraser.
800 pagine che scorrono veloci e potenti, per non parlare degli altri 13 libri che hanno seguito il primo e che formano la lunga saga di Outlander. Un quattordicesimo libro é in pubblicazione e la Starz (la stessa che ha prodotto Spartacus) sta producendo la serie tv per la gioia di tutti i fans.  Aye!

http://www.dianagabaldon.com/wordpress/wp-content/uploads/2013/10/131230mag-outlander1_300x206.jpg