
"...nessun segno ti aspetta qui,a parte il palpito delle maree sulla spiaggia, la scheletrica ombra della rupe e le impronte di zampe di gabbiano sulla sabbia, e alberi spezzati e alghe sparse sotto una pallida luna.Lui non sentira' la tua voce.
Ma io ero li. Il mare, la spiaggia, il castello mi avevano chiamato e io ero arrivata."
Questo libro l'ho gustato lentamente, come un dolce prelibato, accanto allo scoppiettio di un caminetto...
La Scozia, terra da me amatissima, offre uno scenario superbo per lo svolgersi di questa vicenda.
L'autrice ha la capacita' di farti sentire l'aria salmastra e gelida del potente Mare del Nord, l'odore intimo del vecchio cottage, dei libri antichi del dottore e il profumo di Graham.
C'e' il sovrapporsi di due storie, in due epoche diverse, una scrittrice intenta a scrivere un romanzo storico basandosi sul tentativo da parte dei giacobiti di restituire il trono agli Stuart. Questa magica unione di passato e presente e i relativi colpi di scena e coincidenze mi hanno davvero colpita, il tutto reso piu' intenso dalla mia passione verso la splendida e selvaggia Scozia e le gesta degli Highladers.

"Non c'e' spettacolo piu' malinconico del mare d'inverno, perche' ci dice che siamo davvero alla fine dell'anno, che tutti i giorni sono trascorsi, giorni di gioia e di dolore che non torneranno piu'. Ma le stagioni cambiano. Se non ci fosse l'inverno, non potremmo neppure sperare nella primavera. La primavera arrivera'.E assieme a lei anche lui."
Nessun commento:
Posta un commento