venerdì 9 maggio 2014

"La cruna dell'ago" di Ken Follett

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"E' per posti come questo che è stata inventata la parola "desolato". L'isola è un ammasso di roccia a forma di "J" che s'innalza cupa nel mare del Nord....Lungo la maggior parte della costa le scogliere spuntano dal freddo mare senza la gentilezza di una spiaggia. Irritate da questa asprezza le onde si abbattono sulla roccia con furia imponente; diecimila anni di ingiurie del tempo che l'isola ignora impunemente.
...Il più frequente visitatore dell'isola è il vento. Viene soprattutto da nord-est, dalle regioni popolate di fiordi,
ghiacciai e iceberg; portando spesso con sé doni sgraditi di neve; raffiche di pioggia e una gelida nebbia; qualche volta invece arriva a mani vuote, solo per ululare e urlare e scatenare un inferno, sradicando i cespugli, piegando gli alberi e agitando l'intemperante oceano in un parossismo di schiuma rabbiosa.
...L'isola è un posto duro. Ci resistono solo cose dure: rocce dure, erbaccia, pecore ossute, uccelli selvatici, case solide e uomini forti. Cose dure e fredde, e crudeli, aspre e aguzze, accidentate, lente e decise; fredde, dure e spietate come l'isola stessa. E' per posti come questo che è stata inventata la
parola "desolato".
«Si chiama Isola della Tempesta» disse Alfred Rose."


 
Questo tipo di scrittura mi emoziona, mi affascina, si radica dentro di me e attecchisce, puoi librarti in volo e raggiungere quei posti...Il titolo originale doveva essere "Storm Island", titolo che secondo me si addiceva di piu'perche' alla fine quest'isola e'il fulcro di tutta la vicenda. Ho tifato per Die Nadel, spia, assassino, cinico, il cattivo, ma in fondo il piu' fragile. Molto bello, appassionante, carico di adrenalina. Viva Ken Follett, continuo a convincermi che sia uno tra i miei scrittori preferiti.

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