venerdì 9 maggio 2014

"Una giornata nell'antica Roma" di Alberto Angela


E' un giorno qualsiasi, di 1892 anni fa... Manca poco all'aurora...



http://alessandria.bookrepublic.it/api/books/9788852010101/cover

Sento odore di fumo, vedo monumenti imponenti, popoli etnici che turbinano tra le strade, odori pungenti, confusione, urla, poi calma e ristoro...Una mano forte prende la mia e mi accompagna per le viuzze di Roma, abbiamo tuniche addosso, e andiamo avanti dall'alba fino alle ultime ore della notte...La curiosita' ci spinge sempre oltre, sbirciamo dietro le tende, rimaniamo immobili e inermi dentro l'immensita' di templi e terme, proviamo tristezza e impotenza davanti agli schiavi, alle torture, ai combattimenti dei gladiatori....
Emozione e' la parola che senti e ti pervade per tutta la durata di questo viaggio a ritroso nel tempo, traspare la passione di Alberto Angela che ti trasmette raccontando la vita nell'Impero Romano e l'importanza di soffermarsi sui particolari, spesso e' qui che si nasconde la Grande Storia: l'usura degli scalini, i solchi lasciati dai carri per la strada, uno specchio rotto, dei graffi sulla soglia in marmo lasciati da una porta ormai scomparsa.
Siamo il frutto delle loro usanze, siamo circondati da resti dei loro edifici, molte strade che percorriamo le hanno costruite loro, la nostra lingua deriva dal latino, il sistema giuridico e il loro ricordo restera' per sempre...

"È difficile descrivere la sensazione che si prova di fronte alla sagoma
imponente del Colosseo. Oggi, in epoca moderna, i turisti e gli abitanti
di Roma sono abituati alla sua forma "spezzata". Ma in realtà si tratta di
una rovina, di un relitto, una versione "ridotta" di quello che era una
volta: fuori manca quasi la metà del suo anello più esterno e all'interno
sono rimasti solo dei costoloni in mattoni. Non si coglie più l'impatto
delle sue gradinate di travertino bianchissimo, l'arena, le statue tra le
arcate, il loggione dell'ultima fila, lassù in alto. Per non parlare ovviamente
dell'atmosfera creata dalle bandiere, dai colori della folla, dalle
urla degli spettatori... Oggi si ammira solo lo scheletro di questo enorme
anfiteatro. Eppure ogni anno quasi quattro milioni di turisti vogliono
vederlo ed entrare al suo interno, ignorando magari altri siti e musei:
il fascino crudele di questo luogo è rimasto intatto."

Nessun commento:

Posta un commento